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Capitano della prima squadra nel 2009-2010, la stagione del ritorno in serie D, Andrea De Martini è al suo quarto anno da allenatore nel Chieri, il secondo alla guida dei 2002. Un gruppo che sta crescendo a vista d'occhio regalando e regalandosi grandi gioie, non ultime la qualificazione alle finali piemontesi e la vittoria del campionato regionale con diverse giornate d'anticipo. Ne parliamo proprio con Andrea De Martini.

Andrea, i tuoi primi pensieri da allenatore dei 2002?
«Non posso che mettere in risalto il percorso fatto dai ragazzi in questi quasi due anni. Devo ringraziare – ma lo farò a fine stagione (ride) – Davide Bellotto che mi ha convinto a prendere questo gruppo. Non conoscevo questa fascia d'età. La mia esperienza di allenatore è ancora limitata, è il quinto anno, al Casale ho fatto una stagione da vice in prima squadra e con la Berretti, poi due stagioni al Chieri con i '98, ora i 2002 nei loro primi due anni di Settore Giovanile. Con piacevole sorpresa mi sto rendendo conto che la figura dell'allenatore è importante a 360°: incidi parecchio sia nella formazione tecnico-tattica, sia nel comportamento, nell'instradarli sulla retta via. Sono le soddisfazioni più belle che raccolgo con un gruppo di ragazzi molto coeso, che si comporta bene dentro e fuori dal campo ».
Un gruppo che ormai conosci benissimo.
«In estate abbiamo cambiato poco, appena 7 nuovi arrivi a fronte di 15 conferme, e nel corso della stagione non abbiamo perso nessuno né è arrivato nessuno. Questo mi fa molto piacere. Ci sono margini di miglioramento sotto tanti punti di vista e sto facendo del mio meglio per coinvolgere tutto il gruppo. I risultati arrivano anche per questi fattori ».
Già, i risultati, fin qui a dir poco eccellenti.
«In settimana si lavora per la domenica, fa parte del gioco, non dobbiamo nasconderci. Giocar bene a calcio, veder crescere i ragazzi e vincere: sarebbe il massimo. L'obiettivo è quello, ci proviamo ».
C'è una partita che per te ha rappresentato un momento di svolta?
«Ho avuto buone sensazioni fin dal primo giorno. A inizio stagione abbiamo fatto un ottimo torneo "Ale & Ricky" battendo anche la Juventus. Al SuperOscar siamo usciti in semifinale ai rigori dal Chisola, che è un po' il riferimento, il gruppo da battere: essercela giocata alla pari è stato un bel segnale. I presupposti per una stagione da protagonisti c'erano, poi chiaro che il calcio non è una scienza esatta ».
Con chi senti di condividere questi risultati?
«Con Mirko Di Luca, che sta facendo un eccellente lavoro di preparazione atletica. E con i dirigenti Marino Gervasio, Silvio Raimondo e Gianfranco Mazzei, una valore aggiungo, persone squisite e ottimi dirigenti: il comportamento dei ragazzi è anche merito loro, che hanno sempre saputo scindere il ruolo di genitori e da quello di dirigenti ».
Sta per iniziare in Trentino l'avventura di Morone e Pavia con la Rappresentativa piemontese nel Torneo delle Regioni, manifestazione che tu conosci bene.
«Quand'ero al Venaria ho partecipato tre volte, con Giovanissimi, Allievi e Juniores. Mi ha portato bene, proprio con la Juniores sono stato notato dall'Alessandria che mi prese. Ho detto ai ragazzi di dare il massimo perché non si sa mai, è un pubblico fatto anche di addetti ai lavori e quei tre giorni possono aprire delle porte. Poi sono esperienze belle da fare, vai a misurarti con realtà che non conosci e non capita tutti i giorni di giocare fuori regione, sono bei momenti di confronto e crescita ».
Per concludere, una battuta sulle finali regionali.
«Riuscire ad arrivarci è stato importantissimo. Non era scontato, la qualificazione dipende da tanti fattori e non sempre le buone prestazioni vengono premiate dai risultati. Aver mancato la qualificazione con i '98, com'è successo quest'anno a Rosario Ligato con i 2000, potrà sembrare una cavolata ma per me è ancora una ferita aperta, pur non sentendomi scarso prima né un fenomeno adesso. Anche la formula delle finali non sempre premia la squadra più forte, infatti l'anno scorso non ha vinto il Chisola. Conteranno tantissimo l'aspetto mentale, come ci si arriva e la personalità che i ragazzi mostreranno in quei momenti. Il pensiero è sempre preparare ogni partita al meglio. Saranno tutte finali, dal 7 maggio sarà già dentro o fuori ».

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